Prezzi e Mercato
Quanto costa il marmo al metro quadro
Il prezzo del marmo non è un numero, è una fascia che dipende da varietà, spessore e finitura. Le fasce indicative per famiglia, e le voci che fanno il prezzo vero.
Chiedere quanto costa il marmo al metro quadro è come chiedere quanto costa il vino: la risposta onesta è una fascia, e dentro la fascia la varietà conta più di tutto il resto. Un bianco di Carrara ordinario e un calacatta selezionato escono dalle stesse montagne, ma possono distare di dieci volte nel prezzo della lastra. Questa pagina pubblica fasce indicative dichiarate tali, spiega i fattori che muovono ogni cifra e dà il vocabolario per leggere un preventivo senza scoprire il prezzo vero dopo la firma.
I fattori che muovono il prezzo
Cinque leve decidono il prezzo finale di una fornitura in marmo. La varietà: fondo, vena e selezione separano il bianco ordinario dal calacatta. Lo spessore: le lastre standard da due centimetri sono la base, i tre centimetri e i formati maggiori salgono. La finitura: la levigata è inclusa, lucida e lavorazioni particolari aggiungono, come dettaglia la tabella delle finiture. La quantità: pochi metri quadri pagano il minimo di gestione dell’officina. E la tranciatura: pezzi sagomati, fori e tagli obliqui si pagano a opera, non a mq. A queste cinque se ne aggiunge una sesta che non si vede nel listino ma si sente in cantiere: la facilità di lavorazione della varietà scelta, perché alcuni fondi duri consumano dischi e ore di officina.
Le fasce indicative per varietà
Le fasce seguenti indicano, indicativamente, il prezzo del materiale in lastre standard levigate o lucidate, al mq, nei listini italiani di queste stagioni. Sono ordini di grandezza per impostare un budget, non offerte.
| Varietà | Indicativamente al mq | Note |
|---|---|---|
| Bianco di Carrara C e B | 60 a 120 euro | la porta d’ingresso della pietra pregiata |
| Bianco venato | 80 a 150 euro | il disegno della vena pesa sulla selezione |
| Statuarietto | 120 a 200 euro | selezione media, fondo bianco-azzurrino |
| Statuario | 150 a 300 euro | fondi pieni e vene sottili, selezione severa |
| Calacatta | 250 a 500 euro e oltre | selezione rara, i pezzi top sforano la fascia |
| Onice | 300 a 600 euro e oltre | pietra decorativa fragile, prezzi su selezione |
Al di sotto di queste fasce circola marmo di seconda selezione, seconde scelte di officina e importazioni generiche: può essere una scelta sensata per grandi superfici, a patto che il fornitore la dichiari per quello che è. Sopra la fascia massima, invece, il cielo del prezzo è aperto: pezzi unici, blocchi interi riservati e selezioni d’autore vivono fuori listino e si negoziano lastra per lastra.
Prezzo materiale e prezzo finito
La confusione più frequente nasce qui: un listino a mq di materiale non include la posa, e spesso non include nemmeno le lavorazioni di bordo. Il prezzo finito di un piano d’opera somma materiale, spessori e finiture, tranciatura sagomata, fori per lavello e piano cottura, trasporto e posa. Su un piano da cucina di dimensioni correnti, il materiale sta in genere dentro il quaranta per cento del totale: le restanti voci sono officina e mano d’opera, con fasce nel saggio sui costi di posa. Chi confronta solo le colonne di mq fra due preventivi sta confrontando due terzi di un prezzo.
Come leggere un preventivo
Un preventivo di marmo che si rispetta dichiara: varietà e selezione della pietra, spessore delle lastre, finitura richiesta, elenco delle lavorazioni d’opera con i loro prezzi, superficie calcolata e metodo di misura, e condizioni di consegna. Le domande che meritano una risposta scritta sono tre: quale selezione esatta della varietà, chi paga le rotture di taglio, e cosa accade se il lotto consegnato non corrisponde alla lastra vista. Una quarta domanda vale oro quando i tempi sono stretti: la data di disponibilità del blocco, perché le varietà alte si comprano in coda a una cava, non su uno scaffale. Il saggio sui marmi di Carrara dà il vocabolario per fare queste domande con cognizione.
Errori comuni
Il primo è comprare a mq senza spessore e finitura scritti: due preventivi con la stessa cifra possono descrivere materiali diversi. Il secondo è inseguire il calacatta a prezzo di bianco: le offerte fuori fascia hanno una ragione, e non è mai generosità. Il terzo è dimenticare le lavorazioni: un bordo arrotondato e due fori sagomati spostano il totale quanto un gradino di varietà. Il quarto è non vedere la lastra: la selezione si compra con gli occhi, e il costo della manutenzione futura comincia dalla qualità della selezione. Il quinto è accettare che il preventivo resti verbale sulle voci che spaventano: ciò che non è scritto, a fine cantiere, si paga sempre al massimo.
In sintesi
Budget per un pavimento di marmo ordinato: si parte dalla fascia del bianco di Carrara, materiale e si aggiunge la posa. Per un piano d’opera di rappresentanza: statuario o calacatta con selezione vista in officina, lavorazioni scritte e posa compresa. In tutti i casi la fascia indicativa serve a capire il terreno di gioco, non a sostituire il preventivo scritto bene.